Pompeo: I cinesi sono diversi dal Pcc

Pompeo, il cui Dipartimento di Stato ha recentemente compiuto un passo senza precedenti: sanzionare i funzionari del Partito comunista cinese (PCC) per la persecuzione del Falun Gong, che dura 21 anni. Ha inoltre puntato i riflettori sulle azioni costanti del regime cinese contro la libertà di religione.
Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha parlato durante una conferenza stampa congiunta con il Ministro degli Esteri britannico Dominic Raab a Lancaster House il 21 luglio 2020. Londra, Inghilterra. (Immagine: tramite Wikimedia CC0 1.0)

In una recente intervista, il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha descritto le politiche americane in rapida evoluzione nei confronti di Pechino. Ha affermato: «Ora abbiamo cambiato radicalmente il modo in cui penso che l’Occidente guardi alla Cina».

Il 4 gennaio parlando a Jan Jekielek, ospite di American Thought Leaders di The Epoch Times, il segretario di Stato americano ha sottolineato l’enfasi posta dalla sua amministrazione sui diritti umani e sulla libertà religiosa. Sono ritenuti la pietra angolare del loro rapporto con la Cina comunista; cosa, che ha detto, è spesso stata ignorata dalle precedenti amministrazioni statunitensi a rischio e pericolo del mondo. 

Richiedere che siano riconosciute le libertà fondamentali

Precisamente ha affermato: «È al centro di ogni civiltà, questa idea che gli esseri umani hanno una dignità intrinseca a causa della loro comune umanità. Se si cambia questo pezzo, escono fuori tantissime cose «brutte». Problemi diplomatici, una «bolgia» militare…un sacco di brutte cose insomma!». 

Pompeo, il cui Dipartimento di Stato ha recentemente compiuto un passo senza precedenti. Intende sanzionare i funzionari del Partito comunista cinese (PCC) per la persecuzione del Falun Gong, che dura 21 anni. Ha inoltre puntato i riflettori sulle azioni costanti del regime cinese contro la libertà di religione. Si pensi alla pesante persecuzione dei musulmani uiguri nello Xinjiang e delle persone religiose in Mongolia. Oppure alla continua soppressione della libertà in Tibet e la costrizione dei cristiani nel Paese attraverso la «sinicizzazione» della Bibbia. Con ciò si intende la revisione del testo sacro da parte del Partito per adattarlo ai «valori fondamentali socialisti». Pompeo ha descritto queste atrocità come «affronti fondamentali alla dignità umana» oltre che «un segno distintivo dei regimi autoritari».

Il segretario di Stato americano ha inoltre  affermato: «Conosciamo la natura di questo regime. E francamente le persone che amano la libertà in tutto il mondo hanno conosciuto la natura dei regimi autoritari nel corso della storia, eppure noi l’abbiamo ignorata».  «Il leader del partito Xi Jinping non è diverso. Sa di dover estendere un potere e un controllo sempre maggiore per mantenere la sua capacità di governare. E questa necessità taglia fuori l’importante spazio che la libertà religiosa dovrebbe avere per ogni essere umano nel mondo».

Pompeo ha espresso orgoglio per il lavoro che il Dipartimento di Stato, il presidente Donald Trump e l’amministrazione che li sostiene hanno fatto per scoraggiare la profanazione della libertà di religione da parte del PCC. Ha detto a proposito: «Sono fiducioso che il mondo farà eco a questo messaggio chiedendo semplicemente che il Partito Comunista Cinese permetta alle persone di esercitare il diritto che Dio ha dato ad ognuno di praticare, o non praticare, la fede nel modo in cui preferisce».

Pompeo: La Cina non è il Partito Comunista Cinese

Il segretario Pompeo ha tracciato una linea di demarcazione tra il popolo cinese e il Partito comunista che controlla il Paese da oltre 70 anni. 

Esprimendo il suo rispetto per la cultura e la storia tradizionale cinese, ha detto: «La storia di questo luogo [La Cina] è lunga e leggendaria, e le persone che occupano il paese sono brave persone. Purtroppo vivono sotto lo stivale di un regime autoritario che nega loro la capacità di far crescere le loro famiglie… Alcune delle più grandi tragedie della civiltà umana degli ultimi 50 anni hanno avuto luogo proprio all’interno della Cina».

Mike Pompeo American Thought Leaders
Mike Pompeo parla con il conduttore di ‘American Thought Leaders’ di ‘Epoch times’, Jan Jekielek, il 4 gennaio 2021. (Citazione (Immagine: The Epoch Times )

Ha inoltre chiarito che:« non sono le persone che guidano tutto ciò. Sono questi leader che rubano denaro, spingendo le imprese statali a fare cose che sono molto lontane dal modo in cui il mondo dovrebbe funzionare. Io ammiro il popolo cinese. Sono sicuro che il popolo cinese vuole un percorso diverso. Vuole le sue libertà, ed è il Partito comunista cinese che le nega. Ma è importante tenere le due cose [popolo e leader del Pcc] separate».  

«Abbiamo – ci sono grandi cinesi che vivono in tutto il mondo, anche qui negli Stati Uniti d’America. Vogliamo onorarli, li ammiriamo e speriamo che anche loro si uniscano all’appello di cambiare il modo e la natura di come questo regime si comporta nelle sue attività internazionali».

Pompeo ha sottolineato che, mentre gli Stati Uniti hanno espulso più di mille spie del Pcc e cittadini cinesi con legami dimostrabili con l’Esercito di liberazione del popolo [PLA, l’esercito del regime], la stragrande maggioranza degli studenti stranieri cinesi in scambio culturale negli Stati Uniti, che sono più di 300 mila, sono stati  invitati a rimanere per imparare dai valori americani.

La Commissione per i diritti inalienabili

Pompeo ha concluso l’intervista ricordando che i Padri Fondatori riconobbero i diritti umani naturali come dati direttamente all’uomo «dal loro Creatore».

Per questo ha voluto soddisfare il suo desiderio di salvaguardare e sostenere questi diritti naturali istituendo la Commissione per i Diritti Inalienabili, presieduta da Mary Ann Glendon. La Glendon è professoressa di diritto ad Harvard ed è un’autorità in materia di diritto costituzionale comparato; aveva già servito sotto il presidente George W. Bush come ambasciatrice presso la Santa Sede.

Il segretario di Stato ha affermato: «Abbiamo avuto persone di diverse fedi e di diverse estrazioni politiche che sono tornate alla fondazione e mi hanno detto: «Ditemi – ditemi come la nostra politica estera potrebbe essere effettivamente fondata sulla tradizione americana. […] E ho chiesto loro di farlo, ed è stato affascinante da vedere, perché hanno dato uno sguardo anche ad altre tradizioni in tutto il mondo – le tradizioni dei diritti umani – e ora abbiamo lanciato uno sforzo globale per parlare di queste cose che contano, di questi diritti intrinseci che contano così tanto per ciascuno di noi».

in conclusione ha ribadito che il Rapporto Finale della Commissione «ci fa tonare alle ogini e ci ricorda la grandezza dell’America, quanto siano stati intelligenti e capaci i nostri Fondatori e perché questo è stato così centrale per i successi che la nostra nazione ha avuto».

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2021/01/06/pompeo-the-chinese-people-want-a-different-path-than-the-communist-party.html