Powell: in Michigan massicci brogli elettorali

L'avvocato della campagna Trump Sidney Powell, durante una conferenza stampa presso la sede del Comitato nazionale repubblicano a Washington il 19 novembre 2020. (Immagine: YouTube / Screenshot )

IL 25 novembre l’avvocato Sidney Powell ha intentato una causa di 75 pagine verso il Michigan. Intende delegittimare i risultati elettorali nello stato perché l’intero processo elettorale è «crivellato di frodi, illegalità e impossibilità statistica». L’accusa, supportata da testimoni oculari e testimonianze di esperti, sostiene che c’erano abbastanza schede identificate per ribaltare e invertire i risultati delle elezioni.

Sono denunciati dunque «massicci brogli elettorali» in tutto lo Stato. SI parla di violazione del Codice elettorale del Michigan e della Costituzione degli Stati Uniti. Ciò sarebbe avvenuto tramite «centinaia di migliaia di schede elettorali illegali, inammissibili, duplicate o puramente fittizie».

Lo scopo, sostiene l’avvocato, è di «manipolare illegalmente e fraudolentemente il conteggio dei voti per fabbricare un’elezione con Joe Biden come presidente degli Stati Uniti».

accusa Michigan
Al punto 10 si legge:
«Decidendo di assegnare a Dominion un contratto di dieci anni da 25 milioni di dollari (ad un progetto del Dominion
team guidato da Kelly Garrett, ex vicedirettore del Partito democratico del Michighan)
e poi certificando il software Dominion, i funzionari del Michigan hanno ignorato tutte le preoccupazioni
che hanno causato il rifiuto del software Dominion dal Consiglio elettorale del Texas nel 2018 perché era
ritenuto vulnerabile a manipolazioni non rilevate e non verificabili». 

Indicazioni dai funzionari elettorali

La Powell afferma che le frodi sarebbero avvenute in seguito a indicazioni arrivate da parte dei funzionari elettorali dello Stato del Michigan. Descrive dunque «[…]sane dosi di molestie, intimidazioni, discriminazioni, abusi e persino rimozione fisica degli sfidanti repubblicani per eliminare qualsiasi parvenza di trasparenza, obiettività o correttezza dal processo di conteggio dei voti».

Si denuncia inoltre «una varietà di comportamenti vergognosi» nella contea di Wayne e nella città di Detroit. Tale comportamento sarebbe simile in tutto lo Stato. Ovvero «lo stesso modello di frode elettorale si è in gran parte verificato in tutti gli Stati oscillanti, con solo piccole variazioni» in Pennsylvania, Arizona e Wisconsin.

Querelati e querelanti

La causa è intentata contro il governatore del Michigan Gretchen Whitmer. Oltre che verso il segretario di Stato del Michigan Jocelyn Benson e il consiglio di amministrazione del Michigan. I querelanti nell’azione civile sono sei elettori registrati del Michigan e candidati del Partito Repubblicano al collegio elettorale.

La frode maggiore, il conteggio dei voti

La frode sarebbe avvenuta in molti modi ma il più «inquietante, insidioso ed egregio stratagemma» ha riguardato «l’adattamento sistemico del vecchio sistema di ‘schede elettorali».

La causa sostiene che il software e l’hardware elettorale di Dominion Voting Systems utilizzato dal Consiglio di Stato del Michigan ha contribuito a facilitare la frode.

conteggio dei voti Dominion
Pannello del software Dominion per il conteggio dei voti. (Immagine: YouTube / Screenshot )

Le testimonianze

La prima testimonianza giunge da un ex analista di intelligence elettronica del 305° Battaglione di intelligence militare. Ha dichiarato che il software di Dominion era accessibile agli agenti che agiscono per conto di Cina e Iran per monitorare e manipolare le elezioni, comprese le elezioni generali del 2020 negli Stati Uniti.

Mentre un ex esperto di intelligence militare statunitense ha analizzato il sistema software di Dominion. Ha concluso dunque che il sistema e il software «erano certamente compromessi da attori disonesti, come l’Iran e la Cina».

I fondatori di Smartmatic e Dominion

Nell’accusa si legge:

«I sistemi Dominion derivano dal software progettato dalla Smartmatic Corporation, diventata Sequoia negli Stati Uniti. Smartmatic e Dominion sono stati fondati da oligarchi e dittatori stranieri per garantire la manipolazione computerizzata delle schede elettorali e dei voti a qualsiasi livello fosse necessario per far sì che il dittatore venezuelano Hugo Chavez non perdesse mai più le elezioni». A riguardo, l’avvocato Powell cita la dichiarazione giurata di un informatore. La persona sostiene che il software Smartmatic fu utilizzato per manipolare le elezioni venezuelane a favore di Chavez.

SI afferma inoltre:

«Un requisito fondamentale del design del software Smartmatic adottato da Dominion per le elezioni del Michigan era la capacità del software di nascondere la sua manipolazione dei voti da qualsiasi controllo».

In conclusione:

«Utilizzando server e dipendenti connessi con attori disonesti e influenze straniere ostili combinati con numerose credenziali facilmente individuabili, Dominion ha trascurato di permettere agli avversari stranieri di accedere ai dati e ha intenzionalmente fornito l’accesso alle loro infrastrutture per monitorare e manipolare le elezioni, compresa la più recente del 2020».

Dominion ha dichiarato: «Le affermazioni che Dominion ha cancellato o scambiato i voti sono completamente false. I sistemi di Dominion sono verificabili al 100 per cento».

Nel frattempo il Michigan deve affrontare due cause pendenti. La prima della campagna di Trump è in attesa di appello da parte della Corte d’Appello e non è chiaro se il ricorso sarà accolto. Infatti il Michigan ha certificato i risultati delle elezioni. Un’altra causa è di terzi, in appello alla Corte suprema.

Qui il documento originale dell’accusa.