Pubblicato rapporto sul Falun Gong “il più grande gruppo spirituale in Cina che affronta una grave persecuzione”

L'avvocato britannico Sir Geoffrey Nice QC, ha concluso, riguardo la persecuzione: «oltre ogni ragionevole dubbio» «il prelievo forzato di organi è stato commesso per anni in tutta la Cina su vasta scala… e i praticanti del Falun Gong sono stati una - e probabilmente la principale - fonte di approvvigionamento di organi»
In una manifestazione a Washington DC del 19 luglio 2001, in occasione del secondo anniversario della persecuzione del Falun Gong da parte di Jiang Zemin, i praticanti del Falun Gong, il più grande gruppo spirituale in Cina che ha subito gravi persecuzioni, tengono le foto di altri praticanti morti per mano del Partito Comunista Cinese.(Immagine: Alex Wong / Getty Images)

La pratica di meditazione del Falun Gong è il più grande gruppo spirituale nella Cina continentale che deve affrontare la persecuzione per mano del Partito Comunista Cinese (PCC). Lo dichiara il rapporto annuale sulla libertà religiosa di un’organizzazione per i diritti dei cristiani.

Nel suo Rapporto 2021 sulla libertà religiosa (RFR), l’ACN (Aid to the Church In Need International) sottolinea l’ipocrisia insita nella politica del Partito comunista. Cita infatti per primo l’articolo 36 della Costituzione della Repubblica popolare cinese del 1982: «I cittadini della Repubblica popolare cinese godono della libertà di credo religioso. Nessun organo statale, organizzazione pubblica o individuo può costringere i cittadini a credere o a non credere in alcuna religione; né possono discriminare i cittadini che credono o non credono in alcuna religione».

ACN chiarisce poi che l’articolo 36 protegge solo quelle che chiama «normali attività religiose», che non sono chiaramente definite nel testo della Costituzione. Contemporaneamente, il testo afferma che le religioni non devono «turbare l’ordine pubblico, compromettere la salute dei cittadini o interferire con il sistema educativo dello Stato». Non devono nemmeno essere «soggette a qualsiasi dominazione straniera».

Il gruppo afferma che in realtà, la Costituzione della RPC protegge solo le cinque principali religioni quali «buddismo, taoismo, islam, protestantesimo e cattolicesimo». Più specificamente «solo quelle governate da sette associazioni ‘patriottiche’ che lo Stato ha autorizzato».

Controllo da parte del PCC sugli affari religiosi

Forse ancora più tristemente, la RFR rivela che il famigerato Dipartimento per il Lavoro del Fronte Unito del Partito è l’organo incaricato di gestire la religione in Cina.

«Da marzo 2018, la religione è sotto la direzione del Dipartimento del Lavoro del Fronte Unito (UFWD), un’agenzia del Partito Comunista Cinese (PCC), prendendo così il sopravvento sull’Amministrazione statale degli affari religiosi (SARA). Di conseguenza, il PCC ha il controllo diretto sugli affari religiosi».

Nel 2018, la U.S. Cina Economy and Security Review Commission (USCESRC) ha pubblicato un rapporto intitolato «China’s Overseas United Front Work – Background and Implications for the United States». Il rapporto si concentra principalmente sull’impatto delle operazioni del Fronte Unito in relazione alle preoccupazioni di politica estera degli Stati Uniti. Tuttavia nel riassunto esecutivo, la prima frase è sintetica nel riassumere il pericolo che l’UFWD pone quando si tratta delle libertà religiose interne della Cina.

«La Cina usa quello che chiama lavoro del ‘Fronte Unito’ per cooptare e neutralizzare le fonti di potenziale opposizione alle politiche e all’autorità del suo Partito Comunista Cinese (PCC) al potere».

Il rapporto dell’USCESRC afferma che l’UFWD «si concentra principalmente sulla gestione di potenziali gruppi di opposizione all’interno della Cina». Tuttavia aggiunge che «ha anche un’importante missione di influenza estera».

«Il più grande gruppo spirituale in Cina che affronta una grave persecuzione»

Il rapporto ACN sulle libertà religiose pone l’accento sulle preoccupazioni per la verbosità delle libertà religiose nella legge sulla sicurezza nazionale sponsorizzata dal PCC di Hong Kong. Inoltre si concentra molto sulla persecuzione dei cristiani da parte del Partito e sul genocidio dei musulmani uiguri nella zona autonoma dello Xinjiang, con un’enfasi minoritaria sulla persecuzione dei buddisti tibetani.

Sebbene i commenti siano semplicemente due paragrafi sepolti nel mezzo di una lunga sezione a pagina 4 di 7 nella parte della Cina della RFR, l’ACN fa quello che è spesso una ammissione rara per qualsiasi organizzazione non-profit o non governativa, che sia legata ai diritti umani o meno, sulla persecuzione del Falun Gong che dura da 21 anni.

«Forse il più grande gruppo spirituale in Cina che affronta una grave persecuzione è il Falun Gong, un movimento che si ispira alla tradizione buddista. Descritto [dal PCC] come ‘xie jiao’ (insegnamenti eterodossi o culti malvagi), il Falun Gong è vietato», dice il Rapporto, aggiungendo «Nel 2019, migliaia di praticanti sono stati arrestati per aver praticato gli esercizi di meditazione».

simulazione persecuzione praticanti del Falun Gong
I praticanti del Falun Gong a Taipei il 23 aprile 2006 simulano il metodo di persecuzione del Partito Comunista Cinese per aumentare la consapevolezza di ciò che sta accadendo in Cina.  (Immagine: PATRICK LIN / AFP tramite Getty Images)

Persecuzione del Falun Gong ed espianto forzato degli organi

«Nel 2019, una indagine indipendente sulle accuse di prelievo forzato di organi da prigionieri di coscienza, presieduta dall’avvocato britannico Sir Geoffrey Nice QC, ha concluso che “oltre ogni ragionevole dubbio” che “il prelievo forzato di organi è stato commesso per anni in tutta la Cina su vasta scala… e i praticanti del Falun Gong sono stati una – e probabilmente la principale – fonte di approvvigionamento di organi“», ha sottolineato il Rapporto.

Il China Tribunal, un tribunale organizzato in modo indipendente, ha detto di sé nell’introduzione del suo giudizio sommario di 62 pagine sul caso del famigerato prelievo forzato di organi sui praticanti del Falun Gong da parte del PCC:

«Questo è il giudizio unanime di un ‘Tribunale del popolo’ formato , come altri, per prendere una decisione su una questione importante di interesse pubblico non trattata altrove. È stato formato dalla ‘The International Coalition To End Transplant Abuse In China’ (ETAC), una coalizione no-profit di avvocati, professionisti medici e altri dedicati a porre fine a ciò che affermano di essere stata e di essere la pratica di prelievo forzato di organi in Cina».

«La preoccupazione principale di ETAC è stata la presunta sofferenza dei praticanti del ‘Falun Gong’, un gruppo che pratica esercizi di meditazione e persegue Verità, Compassione e Tolleranza, ma considerato dalla Repubblica Popolare Cinese (RPC) dal 1999 come un ‘culto anti-umanitario, anti-società e anti-scienza».

I 21 anni di persecuzione del Falun Gong sono troppi

Il Falun Gong (法輪功), noto anche come Falun Dafa (法輪 大法) (Grande Ruota della Legge), è una pratica di qigong meditativo. È stata insegnata per la prima volta nel 1992 dal suo fondatore, Li Hongzhi, durante il pieno boom del qigong in Cina. La pratica pone forte enfasi sui suoi principi guida di Zhen-Shan-Ren (真善忍) (Verità, Compassione, Tolleranza) e il miglioramento della xinxing personale del praticante (心性) (carattere) durante la vita quotidiana e i conflitti interpersonali e sociali. Ha guadagnato un’enorme popolarità, raccogliendo il sostegno di circa 100 milioni di cittadini cinesi, compresi innumerevoli praticanti e persino membri del Partito Comunista.

Jiang Zemin, allora leader del PCC, considerava la pratica una minaccia al suo potere personale e alle sue ambizioni di notorietà. Il 20 luglio 1999, ha lanciato quella che può essere considerata la più diffusa e feroce persecuzione nella storia dell’umanità.

Durante i 21 anni dall’inizio della persecuzione, secondo Clearwisdom, un sito web con sede negli Stati Uniti fondato da praticanti del Falun Gong, 4363 praticanti risultano essere stati assassinati dal Partito durante la persecuzione.

Tuttavia, sulla base delle testimonianze di prima mano che hanno potuto ricevere da coloro che vivono sotto le perpetue vessazioni dei vari apparati di sicurezza del Partito, gli aderenti alla pratica ipotizzano che il numero reale sia di centinaia di migliaia o addirittura di milioni.

Clearwisdom osserva che ciò che la pratica pacifica subisce per mano del PCC non si limita solo all’omicidio:

«Oltre ai morti, più di 100.000 sono stati condannati ai campi di lavoro forzato. Molte migliaia di praticanti mentalmente sani sono stati rinchiusi in ospedali psichiatrici, brutalmente picchiati e drogati fino alla sottomissione con farmaci antipsicotici».

«Un enorme quantità di persone hanno subito sessioni organizzate di lavaggio del cervello per obbligarle a rinnegare le loro convinzioni. Decine di migliaia di persone sono rimaste imprigionate, e/o incarcerate».

Il sito raccoglie innumerevoli testimonianze di prima mano sia dei praticanti che vivono ancora nel continente sia di quelli che hanno trovato rifugio in paesi come gli Stati Uniti. Riporta: «La tortura è diffusa e sistematica, ordinata da alti funzionari del partito per aiutare a eliminare la pratica. La polizia e i funzionari del PCC a tutti i livelli estorcono regolarmente ingenti somme di denaro alle famiglie di coloro che hanno minacciato e arrestato.

«Innumerevoli famiglie sono rimaste disgregate e innumerevoli praticanti non osano tornare alle loro case, per evitare l’arresto e per proteggere i loro familiari e amici dalle politiche del PCC di colpevolezza per associazione».

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/04/23/acn-report-falun-gong-china.html