Punizione Per L’uccisione E La Rottura Di Un Voto

Come discepolo buddista, il monaco di nome Lu promise di recitare le Scritture per gli altri, ma non riuscì ad adempiere al suo voto. Così, ricevette una punizione. Fortunatamente, in seguito ha corretto la questione e non ha più dovuto soffrire a causa di essa.
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Una storia dell'antica Cina racconta di un giovane figlio che muore e poi ritorna dagli inferi. (Immagine: pixabay CC0 1.0)

Durante la Dinastia Song del Sud, c’era un uomo anziano di nome Zhang che viveva nel villaggio di Nanhantou, nella provincia di Henan. Si guadagnava da vivere catturando uccelli e aveva un solo giovane figlio. Un giorno, suo figlio trovò inaspettatamente la morte e Zhang pensava di non avere nessuno su cui contare. Così piangeva ogni giorno vicino alla tomba. Il terzo giorno dopo la sepoltura, mentre Zhang piangeva, sentì dei gemiti nella tomba. Zhang rimase scioccato e disse: «Mio figlio è tornato!» Quando aprì la tomba, suo figlio era davvero tornato in vita.

Il figlio di Zhang gli disse che dopo la sua morte, qualcuno lo aveva condotto agli inferi. Ha supplicato un ufficiale dell’aldilà, dicendo che i suoi genitori erano vecchi e chiedendo di tornare nel mondo degli umani per poter compiere la pietà filiale prendendosi cura di loro. Una volta che lo avrebbe fatto, sarebbe morto senza rimpianti dopo aver eseguito i loro funerali.

Il funzionario del’aldilà lo compativa e diceva: «Oggi ti lascerò tornare indietro. Devi dire a tuo padre che se riuscirà a smettere di cacciare e uccidere uccelli, accetterò di prolungare la tua vita». Sentendo questo, Zhang bruciò immediatamente tutti i suoi attrezzi da caccia, come le reti per uccelli, e portò suo figlio al tempio per adorare il Buddha.

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Sentito ciò che il figlio aveva da dire, Zhang bruciò immediatamente tutte le sue reti per uccelli e l’attrezzatura da caccia.(Immagine: tramitepixabay CC0 1.0)

Nel monastero c’era un monaco di nome Lu che aveva meno di 40 anni ed aveva una grande presenza. Vedendo il monaco, il figlio di Zhang si fece avanti e gli chiese: «Anche tu sei stato riportato in vita?» e il monaco disse: «In che modo morii?»

Il giovane disse:«Ti ho visto negli inferi. Eri legato a un pilastro di bronzo in un angolo del palazzo con catene di ferro intorno ai piedi e il carceriere ti ha colpito le ascelle, che sanguinavano. Quando l’ufficiale degli inferi mi ha liberato, ho chiesto al carceriere perché hai dovuto soffrire lì. Il carceriere disse che avevi promesso di recitare le Scritture per il tuo benefattore, ma c’erano molte omissioni, così hai subito una punizione malvagia in questa forma».

Il monaco rimase scioccato quando lo sentì. Venne fuori che aveva una piaga sotto il braccio che trasudava sangue. Era lì da tre anni, ma il giovane non poteva saperlo. Così il monaco pulì la sua stanza e cominciò a recitare diligentemente le Scritture ogni giorno e tre anni dopo, la piaga sotto il braccio scomparve.

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Il monaco pulì la sua stanza e cominciò a recitare diligentemente le Scritture ogni giorno. (Immagine: tramite pixabay CC0 1.0)

Queste due storie illustrano la credenza degli antichi cinesi che l’atto di uccidere provoca il karma, e che se il karma esiste, ci sarà una punizione. Può avvenire attraverso l’accorciamento della vita di una persona cara o in altre forme. Allo stesso tempo, gli inferi sottolineano anche la pietà filiale, compiendo il proprio dovere verso i genitori. Il giovane figlio di Zhang è stato mostrato misericordioso dall’ufficiale della malavita perché ha dimostrato pietà filiale verso i suoi genitori.

Come discepolo buddista, il monaco di nome Lu promise di recitare le Scritture per gli altri, ma non riuscì ad adempiere al suo voto. Così, ricevette una punizione. Fortunatamente, in seguito ha corretto la questione e non ha più dovuto soffrire a causa di essa.

Scritto da Helen e tradotto da Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/09/07/retribution-for-killing-and-breaking-a-vow.html