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    Quell’Inverno Nacque La Pallacanestro

    Ho 33 anni e dai 7 ai 14 anni ho giocato a pallacanestro. Dicono che quando sei piccolo, il primo sport che fai ti entra dentro. Per me, è stato così. Ricordo ancora quei tempi, bé, come fai a non ricordarli, erano i magici anni '90.

    Ho 33 anni e dai 7 ai 14 anni ho giocato a pallacanestro. Dicono che quando sei piccolo, il primo sport che fai ti entra dentro. Per me, è stato così. Ricordo ancora quei tempi, bé, come fai a non ricordarli, erano i magici anni ’90.

    Mio cugino in garage aveva un canestro appeso in alto e ci giocava sempre, mio zio andava in giro con tute XXL dei Lakers, dei Chicago Bulls e dei Pistons che poi passava a me, che mi limitavo ad ammirarle, arrivandomi alle ginocchia.

    Un giorno mio padre ha messo il canestro anche a me, così ho lanciato la palla milioni di volte. Oggi invece, palleggiando, torno indietro fino agli albori per scoprire le vere origini della mia passione.

    James Naismith pallone cesto vimini
    Ecco il professore, i primi palloni utilizzati (da calcio) e la forma delle ceste in vimini per le pesche. Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

    Cosa successe quel lontano inverno del 1891

    Era l’inverno del 1891. Luther Gulick, a capo del dipartimento di educazione fisica dell’International YMCA Training School di Springfield, chiese al professore di educazione fisica James Naismith di distrarre e far divertire gli studenti durante le lezioni invernali di educazione fisica, che si svolgevano all’interno a causa del freddo.

    Come andarono le cose, le spiega direttamente il proff in un’antica intervista radiofonica rilasciata il 31 gennaio 1939 a New York, solamente pochi mesi prima della sua morte a 77 anni. Fu scovata nel 2015 da Michael Zogry, professore associato presso il Dipartimento di studi religiosi dell’Università del Kansas:

    Nell’inverno del 1891 ero istruttore di educazione fisica allo Springfield college in Massachusetts. Per giorni gli studenti non potevano andare all’aperto così cominciavano a litigare. Abbiamo provato di tutto per tenerli tranquilli, abbiamo provato a giocare una forma modificata di calcio in palestra ma la trovavano noiosa.  Qualcosa doveva essere fatto!  Un giorno ebbi un’idea,  chiamai i ragazzi in palestra li divisi in squadre da nove giocatori e diedi loro un vecchio pallone da calcio. Ho mostrato loro due ceste in vimini  per le pesche che ho inchiodato sulle estremità della palestra, ho detto loro che l’idea era quella di mettere la palla all’interno delle ceste

    Il professore fischiò e ebbe inizio la prima partita di pallacanestro della storia, ma tutti si picchiavano, allora Naismith ebbe un’altra idea.

    Così ho introdotto alcuni principi morali: il più importante è stato che non ci dovrebbe essere nessuno che corre con la palla, così smisero di placcare e picchiarsi. Abbiamo provato il gioco con quelle regole e non abbiamo avuto una sola vittima. Abbiamo ottenuto uno sport chiaro e pulito. 10 anni dopo si giocava a basket in tutto il paese e nel 1936 l’ho visto giocare per la prima volta alle Olimpiadi e tutto è iniziato con un paio di cestini di pesche che ho messo in una piccola palestra 48 anni fa, credo che sia solo per dimostrare cosa si possa fare in tempi difficili.

    1° allenatore di pallacanestro al mondo

    Si chiamava Basketball e i ragazzi ne andavano matti. Chiedevano continuamente a Naismith di giocarci. Il medico canadese fissò così 13 regole e scrisse un articolo che fece il giro di tutte le YMCA dell’organizzazione religiosa cristiana. Il basket si diffuse rapidamente e nel 1898 e Naismith diventò il primo allenatore di basketball maschile all’Università del Kansas. La prima partita della storia fu disputata il 15 gennaio 1892, finì 1 a 0, niente di spettacolare, ma da quella volta, nel tempo diventò parte fondamentale della cultura statunitense.

    Le prime 13 regole

    Nel primissimo basket, secondo le famose 13 regole, rimaneva la figura del portiere dal calcio, non ci si poteva toccare, le partite duravano mezz’ora e non esisteva ancora il palleggio, nonostante non si potesse correre col pallone in mano. Rimane chiaro inoltre l’enfasi dell’intelligenza rispetto alla forza: «Se gli uomini non sono gentiluomini nel loro gioco, spetta a noi incoraggiare i giochi che possono essere giocati da gentiluomini in modo virile, e
    mostrare loro che la scienza è superiore alla forza bruta […]. L’arbitro sarà quindi responsabile di gran parte degli scontri se lascerà andare senza controllo, ma se è fermo e imparziale nel suo arbitrare si guadagnerà il rispetto anche di coloro che soffrono in quel momento.»

    disegno antico pallacanestro
    Disegno originale come apparve sopra le 13 regole del basket, nella pubblicazione del 15 gennaio 1892 nel The Triangle, giornale studentesco universitario. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0)

    Per anima, corpo e spirito

    Il dottor Naismith era un membro fondatore della Kansas School of Religion, il cui obiettivo era quello di aiutare gli studenti di un’università statale a seguire corsi di religione che avrebbero contribuito al conseguimento della laurea. In poche parole, fu chiesto ad un uomo credente di ideare uno sport nuovo ed egli, certo lo creò, ma ci mise i valori.

    Naismith credeva fortemente nel connubio sport e fede. Una volta scrisse: «Ogni volta che assisto ad una partita in un torneo tra chiese sento che la mia visione – avuta quasi mezzo secolo fa – secondo la quale un giorno i cristiani avrebbero riconosciuto il vero valore dell’atletismo, è diventata realtà».

    James Naismith
    James Naismith, soprannominato Jim e The Doc. Docente di educazione fisica e laureato in medicina, fu colui che inventò la pallacanestro: scrisse infatti le prime 13 regole fondamentali del gioco ed organizzò la prima partita sperimentale, che venne disputata il 21 dicembre 1891 dal cosiddetto First Team presso una palestra dello Springfield College situata ad Armory Street, a Springfield. Immagine: Wikimedia / CC0 1.0

    Michael Zogry, professore che ha scoperto l’intervista in radio e scritto un libro su Naismith, ha spiegato gli ideali di Naismith. Desiderava sviluppare l’intera persona, nell’anima, nel corpo e nello spirito.

    Proponeva un cristianesimo vissuto tra le persone, che cercava di influenzare sviluppando in loro un carattere positivo. Limitava le predicazioni formali alle occasioni in cui veniva invitato a parlare nelle varie chiese del posto.

    Naismith sentiva che «avrebbe dato una testimonianza migliore della vita cristiana con lo sport piuttosto che da un altare». Chiese ai giocatori di basketball un alto standard morale e un comportamento virtuoso. Gli allievi del dott. Naismith che diffusero questo sport, erano missionari cristiani: quando iniziarono a viaggiare in giro per gli Stati diffusero il messaggio cristiano anche attraverso il gioco del basket.

    Dev’essere mantenuto pulito

    Luther Gulick stesso, in un articolo del 1897, spiegò i valori cristiani del basket: «Il gioco deve essere mantenuto pulito. È un oltraggio, per un’istituzione che promuove l’opera cristiana nella società, tollerare un comportamento non solo poco gentile nei confronti degli avversari, ma addirittura rissoso e in violazione di ogni principio morale…[…]»

    canestro retina tabellone pallacanestro
    Il primo basket nasceva da grandi valori. (Immagine: Pixabay / CC0 1.0

    È bello tornare indietro e vedere che quello che ho provato nel giocare a pallacanestro è quello che avevano pensato grandi uomini anche per la mia evoluzione. Certo, Cristianesimo o Lamaismo, l’importante sono i valori. Chiaro, il basket mi ha dato anche eccessiva lotta e competizione. Tuttavia, sono convinto che i più grandi giocatori di oggi, come Le Brown James e il grande Kobe, sono arrivati lì illuminati da veri ideali. Hanno detto più volte nelle loro interviste di voler essere d’esempio positivo per le future generazioni.

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