Rapporto: Internet e Facebook i più utilizzati nel reclutamento per la tratta di esseri umani

L'inchiesta ha suddiviso i dati in base ai casi relativi al traffico sessuale e ai casi di lavoro forzato. Ha scoperto che nel corso di 20 anni, la stragrande maggioranza, pari al 93 percento su 2.093 casi, erano di traffico sessuale.
I cartelloni pubblicitari che mostrano una campagna contro la tratta di esseri umani sono stati visti alla stazione della metropolitana di Knight Center nel centro di Miami, il 9 gennaio 2020. Uno studio dello Human Trafficking Institute ha rilevato che la maggior parte del reclutamento della tratta di esseri umani avviene ogni anno online, con Facebook come fonte principale. (Immagine: EVA MARIE UZCATEGUI/AFP tramite Getty Images)
Cartelloni pubblicitari che mostrano una campagna contro la tratta di esseri umani sono stati visti alla stazione della metropolitana di Knight Center nel centro di Miami, il 9 gennaio 2020. Uno studio dello Human Trafficking Institute ha rilevato che la maggior parte del reclutamento della tratta di esseri umani avviene ogni anno online, con Facebook come fonte principale. (Immagine: EVA MARIE UZCATEGUI/AFP tramite Getty Images)

Un nuovo studio ha rivelato che l’industria oscura del traffico sessuale e del lavoro forzato, ha spostato le sue operazioni principalmente su Internet. Utilizza Facebook come uno dei suoi principali metodi di reclutamento e i responsabili sono essenzialmente composti da individui anziché da cartelli organizzati.

Il Rapporto federale sulla tratta di esseri umani 2020 è un rapporto annuale pubblicato dallo Human Trafficking Institute, (HTI). L’HTI afferma che il rapporto di quest’anno è particolare perché mette in luce tutti i dati dell’accusa federale, dall’emanazione della legge originale sulla protezione delle Vittime della tratta nel 2000.

L’Istituto afferma di aver redatto il rapporto con l’aiuto di sette avvocati professionisti e otto studenti di giurisprudenza. Questi hanno analizzato ogni singolo caso relativo alla tratta di esseri umani riscontrato nel sistema della Corte Federale degli Stati Uniti nel 2020.

L’inchiesta, che conteggia solo i procedimenti giudiziari nella Corte Federale, escludendo il processo a livello statale e le indagini in corso, ha suddiviso i dati in base ai casi relativi al traffico sessuale e ai casi di lavoro forzato. Ha scoperto che nel corso di 20 anni, la stragrande maggioranza, pari al 93 percento su 2.093 casi, erano di traffico sessuale.

Quando sono arrivati nello specifico ai numeri del 2020, HTI ha scoperto che dei 579 procedimenti penali attivi, il 94 per cento erano per traffico sessuale. Tuttavia, delle 200 cause civili attive nella Corte Federale, la serie di dati ha oscillato bruscamente nell’altro senso: 91 erano legate al traffico sessuale e 109 al lavoro forzato.

Contrariamente a quanto si crede nella cultura popolare, i trafficanti di esseri umani sono più propensi a controllare le loro vittime con metodi non fisici. HTI ha scoperto che il 59 per cento dei casi coinvolgeva tattiche quali frode, minacce, o il trattenimento della paga o dei documenti di immigrazione piuttosto che l’abuso fisico.

Demograficamente, le vittime erano per la stragrande maggioranza donne. Il rapporto ha rilevato che il 44 percento erano donne, il 50 percento erano ragazze, e solo il 3 percento erano uomini e ragazzi.

HTI ha scoperto che nei casi ancora in corso nel 2020, nei casi di traffico sessuale l’82 percento degli imputati erano di sesso maschile. Nei processi per lavoro forzato invece, lo squilibrio tra i sessi si è drammaticamente invertito, dato che le donne compaiono come imputati il 43 percento delle volte.

Nei nuovi casi presentati nel 2020, nei documenti del tribunale sono state menzionate 278 vittime. Di esse, il 38 per cento aveva una vulnerabilità preesistente di dipendenza da sostanze, il 28 per cento era scappato di casa, e il 17 per cento aveva uno status di immigrazione irregolare.

Lo studio ha rilevato che delle 1.499 vittime che compaiono in tutti i casi ancora aperti nel 2020, il 53 percento erano bambini con un’età media di 16 anni.

Solo il 13 percento di tutte le vittime erano cittadini stranieri. Nel 57 percento di tutti i casi, le vittime di nazionalità straniera sono state trovate soprattutto nei fascicoli inerenti al lavoro forzato mentre solo nel 9 percento erano di traffico sessuale. Lo studio ha scoperto che, di queste vittime, l’83 percento è stato portato negli Stati Uniti da un paese straniero.

Dei 462 imputati nei casi attualmente aperti, il 43 percento conosceva in anticipo le proprie vittime. La più comune fonte di contatto erano i social media (31 percento), seguiti dal coniuge o dal partner intimo (21 percento) . 

Lo studio ha rilevato che Internet è rimasto il sito più comune per il reclutamento, come è avvenuto dal 2013, al 41 percento di tutte le vittime nel 2020. Di tutti i casi di vittime del traffico sessuale che coinvolgono un sito online, il 59 percento si è verificato su Facebook.

L’HTI ha inoltre scoperto che, riguardo alla problematica del traffico sessuale, Facebook è stato un luogo di reclutamento notevolmente maggiore per i bambini rispetto agli adulti. Mentre il 59 percento dei casi che hanno utilizzato Facebook hanno coinvolto bambini, quel numero si è ridotto al 36 percento per gli adulti.

I due principali metodi di reclutamento utilizzati in tutti i casi del 2020, erano offerte di lavoro ingannevoli, e finte storie d’amore.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/06/15/human-trafficking-facebook-internet.html