Reporter cinesi per pensare, addestrare, postare e pubblicare in base alle linee guida del PCC

Wang Liang, un giornalista di Pechino, ha notato che la nuova regola ha lo scopo di impedire ai reporter cinesi di pubblicare contenuti ritenuti «non idonei» dal regime comunista e codifica solo una pratica già in atto.
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La Cina comunista ora controllerà i post dei social media per sorvegliare i giornalisti e i reporter cinesi. (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

Pechino ha deciso che i post sui social media dei reporter cinesi devono essere controllati e approvati prima che la loro tessera stampa venga rinnovata attraverso il processo annuale di controllo e revisione. Secondo l’Amministrazione Generale della Stampa e delle Pubblicazioni (GAPP), l’ultima misura ha lo scopo di sviluppare una squadra di reporter cinesi che possano eseguire gli ordini del Partito Comunista Cinese (PCC) e attenersi sempre alle direttive del Partito.

Le agenzie di stampa hanno iniziato a prendere in considerazione il modo in cui i dipendenti usano i social media. Il processo di revisione esamina la possibilità di corruzione, comprese le promozioni retribuite e i contatti in nero. Le piattaforme di stampa che assumono reporter cinesi senza licenza sono passibili di sanzioni. Wang Liang, un giornalista di Pechino, ha notato che la nuova regola ha lo scopo di impedire ai reporter cinesi di pubblicare contenuti ritenuti «non idonei» dal regime comunista e codifica solo una pratica già in atto.

Il Pcc obbliga i reporter cinesi a seguire le sue linee guida

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Wu crede che non ci siano più veri giornalisti nella Cina comunista. (Immagine: 
pixabay / CC0.10)

«Molti giornalisti non possono scrivere quello che vogliono sui media tradizionali, così lo pubblicano su Weibo e WeChat… Questo riguarda il bisogno del [governo] di controllare il discorso pubblico… I reporter cinesi appartengono a una professione che ha un po’ più di voce rispetto alla gente comune in Cina, quindi stanno mettendo dei controlli stretti non solo sul lavoro dei giornalisti, ma anche sul loro discorso privato», ha detto a Radio Free Asia.

Le tessere giornalistiche di nuova generazione sono date solo a reporter e giornalisti che hanno superato l’esame del Pensiero di Xi Jinping


Al 30 ottobre 2020, più di 205.000 giornalisti avevano ricevuto la tessera, secondo i dati dell’Amministrazione statale della stampa e delle pubblicazioni (SAPP).

Le tessere di colore rosso e oro sono impresse con l’emblema nazionale cinese. Sono rilasciate con un periodo di prova di un anno e scadono dopo cinque anni. Solo i reporter cinesi delle compagnie di media presenti sulla lista bianca del governo possono richiedere le nuove tessere stampa entro le quote annuali loro assegnate.

Un ex-giornalista, conosciuto solo con il nome di Wu, ha rivelato a Radio Free Asia che lui e molti dei suoi colleghi hanno lasciato il settore a causa degli stretti controlli di Pechino. Ha detto che la maggior parte dei media statali non ha «veri giornalisti». Invece, pubblicano solo contenuti che vengono distribuiti dai media autorizzati.

Nuovi sistemi di informazione controllati esclusivamente dal PCC

Il nuovo sistema di formazione e certificazione è focalizzato esclusivamente sul servire gli interessi del PCC. Per esempio, una delle domande d’esame chiede ai candidati quale sia la loro prima priorità quando si tratta di lavoro. L’unica risposta corretta è «la leadership del PCC».

Un’altra domanda chiede: per cosa dovrebbe essere usato Internet? La risposta corretta è: «Internet è un nuovo spazio dove «il partito può costruire il proprio consenso».

In un rapporto del dicembre 2020 pubblicato da Reporter senza frontiere (RSF), si afferma che 387 giornalisti risultano detenuti da varie nazioni del mondo in concomitanza con il loro lavoro. La Cina comunista contava 117 di questi giornalisti, più del 30% del totale globale.

«La Cina ha mantenuto la posizione numero 1 con un totale di 117 giornalisti imprigionati, di cui quasi un terzo (45) senza professione… Le critiche sui social media alla gestione della crisi del coronavirus da parte del governo sono state pesantemente censurate e almeno sette giornalisti, informatori o commentatori politici influenti, che sono stati arrestati in relazione alla fornitura di informazioni sulla pandemia Covid-19, sono ancora detenuti», afferma il rapporto.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2021/01/26/chinese-reporters-to-think-train-post-and-publish-based-on-ccp-guidelines.html