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    Rivelazioni di una ex-rieducatrice nei campi di lavoro dello Xinjang

    Un'ex rieducatrice rivela i piani segreti delle Cina letti in un documento top secret: Rieducazione degli Uiguri dello Xinjiang e dominio economico, politico e culturale dei paesi dell Asia centrale e dell'Europa.

    Sayragul Sauytbay, donna kazaka di 44 anni, nel suo recente libro «Il testimone chiave», (titolo originale:«The Crown Witness – A State Official on Her Escape from the Hell of the Camps and China’s Grip for World Domination») rivela l’orribile sistema dei campi di lavoro forzato nello Xinjiang e i piani di conquista della Cina.

    L’autrice, che ora vive in Svezia al sicuro, ha trascorso forzatamente diversi mesi in un campo di lavoro nella provincia cinese nord-occidentale dello Xinjiang. Dopo essere riuscita a fuggire, ha pubblicato un libro testimonianza insieme ad Alexandra Cavelius, che l’ha intervistata.

    libro di Sayragul Sauytbay
    Il libro «Il testimone chiave» di Sayragul Sauytbay e Alexendra Cavelius (Immagine: YouTube / Screenshot )

    Nel libro oltre a raccontare come siano fatte e gestite le strutture segrete dei campi di lavoro e rieducazione nella regione in cui sono richiusi una gran numero di Uiguri (etnia turcofona che pratica l’islam), gli esperimenti medici e la torture perpetrate dal regime comunista ai danni delle minoranze etiche, l’autrice riporta la testimonianza diretta di ciò che ha potuto leggere dei documenti top secret riguardo agli obiettivi di espansione culturale economica e politica del Partito Comunista Cinese nel mondo intero. 

    Racconta infatti la Sauytbay, che tre anni fa, mentre si trovava in un dei tanti campi di lavoro dello Xinjiang, la portarono a visionare un documento top secret dal titolo «Documenti segreti di Pechino». Solo pochissime persone di alto livello nei ranghi del PCC possono vedere tali segreti di Stato e la Sauytbay, una volta letto, è dovuta entrare a far parte di un piano mostruoso, che una volta riuscita a scappare, ha rivelato al mondo occidentale. 

    La 44enne kazaka, era stata infatti rapita dalle forze di sicurezza per la sua istruzione (laureata in medicina) e le sue competenze linguistiche: conosce infatti il kazako, l’uiguro e il cinese e avrebbe dovuto contribuire insieme ad altri insegnanti-schiavi/prigionieri alla rieducazione dei detenuti Uiguri nei campi dello Xinjiang.

    Sayragul Sauytbay
    Sayragul Sauytbay, la donna kazaka costretta a fare l’insegnante nei campi di rieducazione dello Xinjiang. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

    Doveva dedicarsi ad addestrare i prigionieri ad essere dei volenterosi aiutanti. «L’obiettivo è quello di reclutare le povere anime con l’educazione ad essere le pedine da muovere per le fantasie onnipotenti di questo governo. Per arruolarli alla causa del Partito… tutti pensano la stessa cosa, credono nella stessa cosa, lavorano per lo stesso obiettivo». 

    Tre anni dopo essere fuggita, il 28 giugno 2020, ha rilasciato un’intervista al noto giornale berlinese NZZ. Ha affermato che le parole chiave lette nel documento come «Assimilazione, Eliminazione, Occupazione del quartiere, conquista dei Paesi dell’Europa», le fecero venire al tempo capogiro, tanto che faceva fatica a continuare a leggere. 

    Nel suo libro scrive: «Il loro [del governo cinese] piano è quello di formare nuove persone fuori di noi, di farci il lavaggio del cervello fino a quando anche l’ultima persona non sarà convinta che il Partito è tutto. Il Partito è la forza più forte del mondo. Non c’è nessun Dio all’infuori di Xi Jinping, nessun altro paese onnipotente e nessun’altra forza schiacciante al mondo eccetto la Cina». 

    Dallo Xinjiang all’Europa 

    Dai documenti top secret, che le hanno fatto leggere per costringerla a partecipare al progetto di rieducazione delle minoranze etniche, è venuta a conoscenza che il piano di dominio del mondo del Partito comunista cinese è diviso in tre fasi. Ogni fase comprende una parte centrale con molti sotto-punti. 

    Mentre Sauytbay leggeva i documenti segreti, gli ufficiali studiavano ogni movimento sul suo volto per vedere quali fossero i suoi reali pensieri e le sue reazioni. La donna sostiene di essere riuscita a non far trasparire nulla dello sconcerto, paura e disgusto che impazzavano dentro di lei.

    Secondo la sua testimonianza la prima fase del progetto di conquista cinese va «dal 2014 al 2025» e riguarda «lo Xinjiang e l’assimilazione tramite i campi di lavoro e l’eliminazione di quelli che non sono stati rieducati e non idonei». La Sauytbay intuì tra queste righe un pensiero che la fece quasi impazzire: un omicidio di massa pianificato, milioni di musulmani imprigionati, innumerevoli campi di prigionia, brutali torture e spietata rieducazione.

    Campi di rieducazione nello Xinjiang
    Detenuti Uiguri in un campo di rieducazione dello Xinjiang (Immagine: YouTube / Screenshot )

    La «Seconda fase, dal 2025 al 2035: dopo l’assimilazione in Cina, segue l’occupazione dei paesi vicini». Si intende l’esercizio mirato dell’influenza su Stati come il Kirghizistan, l’Uzbekistan e Kazakistan, attraverso generosi prestiti e investimenti in importanti infrastrutture nell’ambito dell’iniziativa Belt and Road Initiative (La Nuova Via della Seta). 

    «La terza fase, dal 2035 al 2055: segue la conquista dell’Europa». Nei documenti si trovava anche una lista di stati nemici, in testa ci sono gli Stati Uniti e il Giappone, seguiti dalla Germania. 

    Sauytbay afferma: «Si diceva che la Germania stesse cercando di sabotare lo sviluppo della Cina e di diffondere menzogne sul Partito Comunista, che voleva dividere la Cina. In classe dovevamo insegnare ai prigionieri che le democrazie in Occidente avevano fallito e si stavano sgretolando. Dovevamo chiarire ai prigionieri che la Cina è l’unica potenza che perciò bisogna sottomettersi. La Lealtà attraverso la disperazione!»

    Soggiogare i popoli, rendere i paesi dipendenti dalla Cina, conquistare l’Europa e il mondo intero – le descrizioni di Sauytby, contraddicono vistosamente le affermazioni ufficiali di Pechino di non voler avere una qualche influenza politica o conquiste territoriali sui altri paesi del mondo.

    Polonia, Ungheria Serbia e perseguono ora una politica apertamente molto favorevole alla Cina «Con i loro veti, i membri dell’UE si dividono e bloccano l’Europa». Il prossimo obiettivo è l’Italia, che ha firmato accordi economici legandosi alla Belt and Road Initiative (La Nuova via delle Seta) oltre ad aver ricevuto aiuti come mascherine protettive durante l’epidemia del coronavirus e non ultima la Germania che dopo le ultime affermazione della Merkel, ha scelto di non schierarsi a favore di Hong Kong, ma di giustificare le mire e gli obiettivi di Pechino. 

    L’influenza della Cina sta crescendo in modo sempre più sottile: nell’educazione, per esempio, attraverso gli istituti Confucio, sui social network come per esempio con l’app Tiktok, che pratica la censura, diffonde propaganda favorevole al PCC e si spiano i singoli utenti e loro idee politiche.

    In campo tecnologico, alcuni esperti avvertono che se il provider cinese Huawei dovesse realizzare una rete 5G, la Cina si infiltrerebbe nelle infrastrutture critiche. Se necessario, tuttavia, Pechino si affida anche a metodi grezzi e collaudati, come il boicottaggio economico e le barriere commerciali come ha fatto con l’Australia dopo che il Paese ha chiesto indagini indipendenti sull’origine del Virus.

    Prigionieri e dissidenti torturati in celle piene d’acqua 

    Nel suo libro la Sauytbay racconta delle torture inflitte ai detenuti: racconta di celle sotterranee immerse nell’acqua.

    I prigionieri sono incatenati al soffitto «con le mani legate sopra la testa; appesi uno accanto all’altro immersi nell’acqua fino alla bocca, se cercano di sgranchirsi le gambe per lenire il dolore, ingoiano acqua e soffocano. L’urina e le feci galleggiano nell’acqua. I prigionieri possono uscire dall’acqua solo tre volte al giorno per mangiare. Per settimane, rimangono appesi in acqua». 

     Tortura per immersione nell’acqua fino alla gola
    Tortura per immersione nell’acqua fino alla gola (Immagine: The Epoch Times )

    La stessa Sauytbay ricorda di essere stata torturata per una semplice «violazione delle regole» e perciò portata «in un piccola stanza di 20 metri al cui centro erano disposti vari strumenti di tortura come barre di metallo, elettroshocker oltre che una sedia con i chiodi»; legata ad una sedia è stata torturata fino a svenire.

    Le organizzazioni internazionali per i diritti umani stimano che nei campi di prigionia dello Xinjiang siano detenute dalle 1,2 a 1,8 milioni di persone. «In realtà, però, ci sono molti campi di concentramento nascosti e sotterranei che non vengono rilevati dai satelliti», riferisce Sauytbay. Secondo le sue stime, ci sono quasi tre milioni di detenuti.

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