Salvataggio USA mal utilizzato da banche e società?

IL SALVATAGGIO USA VERRÀ MAL UTILIZZATO DA BANCHE E SOCIETÀ?

A quanto pare saranno le banche e le grandi società a beneficiare del pacchetto da 2,2 trilioni di dollari. (Immagine: pixabay/ CCO1.0)

A marzo, il Congresso ha approvato il Cares Act, che mette a disposizione 2,2 trilioni di dollari USA per stimolare l’economia americana che in questo momento, a causa dell’epidemia di coronavirus del PCC, ha rallentato la crescita. Parrebbe molto simile al programma di salvataggio adottato dalla Federal Reserve, a seguito della crisi finanziaria del 2008, per cui si stanziarono 700 miliardi di dollari. A beneficiare del progetto furono le banche e le società corrotte. Sfortunatamente, questo sembra ripetersi con l’attuale pacchetto di rilancio economico.

Il problema del salvataggio

La crisi del 2008 era dovuta all’avidità incontrollata di istituzioni di credito e di investimento che hanno creato e venduto prodotti finanziari che presentavano rischi eccessivi. Sebbene alcune di queste istituzioni siano andate in rovina, la maggior parte di esse è sopravvissuta approfittando del denaro dei contribuenti, custodito dal governo, con la scusa di utilizzarli come stimolo e rilancio economico. Nel 2009, i profitti delle società avevano ripreso a salire e gli istituti finanziari mostravano segni di stabilità. Al contrario, il reddito famigliare medio è rimasto al di sotto del livello del 2007 per quasi 10 anni fino al 2016. Grosse somme di grossi speculatori a spese dei cittadini!

L’attuale pacchetto da 2,2 trilioni di dollari, previsto nel programma di salvataggio, nasconde un piccolo segreto: potrebbe costarne al governo fino a 6,2. Ciò è dovuto al fatto che 454 miliardi di dollari sono stanziati per prestiti alle imprese dalla Federal Reserve, la quale ha il potere di moltiplicare o di sfruttare come leva finanziaria il denaro che riceve dalla Tesoreria e può farlo fino ad un massimo di 10 volte. In questo modo, invece dei 454 miliardi, il governo potrebbe spingersi a prestarne fino a 4,5 trilioni a banche e società. Al contrario, i singoli, le piccole imprese e altre associazioni ne riceveranno solo 1,4 come supporto. Facendo un’analogia diciamo che se per sostenere questi ultimi l’amministrazione è disposta a spendere un dollaro, per i «pezzi grossi» è disposta a spendere tre volte tanto.

A causa di eccessive questioni burocratiche, è molto difficile per i proprietari di piccole imprese ottenere i benefici previsti dal pacchetto di rilancio. (Immagine: pixabay/ CCO 1.0)

Ciò che rende la situazione ancora peggiore è che le piccole imprese dovranno affrontare numerosi ostacoli per ottenere la loro quota di sostegno. Il governo ha affidato alle banche private il compito di erogare i 349 miliardi di dollari previsti dal programma. Questi prestiti sono destinati alle piccole imprese in difficoltà a causa di una crisi di liquidità indotta dal coronavirus del PCC. Sfortunatamente, per eccessive questioni burocratiche, è molto difficile per i proprietari di piccole imprese ottenere ciò che gli spetta di diritto.

«E’ da quindici anni che ho un conto corrente e un libretto nella Bank of America, ma non ho nessuna attività di credito. Quando ho effettuato l’accesso, mi è stato dichiarato che non sono idoneo perché non dispongo nè di una carta di credito nè di un deposito bancario…Dopo un po’ hanno ceduto alla pressione online e sabato mattina ci hanno lasciato fare la domanda, ma andranno in ordine di priorità per cui penso di essere in fondo all’elenco», ha dichiarato il proprietario di una piccola impresa a Yahoo Finance, come riportato da Barron’s.

Capitalismo clientelare

Il governo degli Stati Uniti sta di nuovo commettendo l’errore della crisi del 2008 salvando banche e società che non lo meritano. Profitti e perdite sono una parte naturale di un sistema capitalista. Coloro che non sono in grado di continuare a creare profitti dovrebbero essere autorizzati a «morire» naturalmente, in modo che possano essere sostituiti da alternative più efficienti. Tuttavia, salvandoli, gli Stati Uniti stanno sostanzialmente dicendo: se crei un profitto lo mantieni ma se subisci perdite, noi compenseremo.

La gente onesta che ha sempre pagato le tasse non è adeguatamente tutelata. (Immagine: pixabay/ CCO 1.0)

In breve, il capitalismo si arricchisce col fallimento delle imprese mentre il socialismo si arricchisce quando sono in perdita. Questo è fondamentalmente un capitalismo clientelare scatenato. Ora, proviamo a confrontarlo con ciò che ottengono in cambio gli americani onesti che hanno debitamente pagato le tasse nel corso degli anni. Il pacchetto da 2,2 trilioni di dollari fornirà 1.200 dollari a persona a condizione che non ne guadagni più di 75.000 all’anno. Se supera questa cifra ne guadagnerà 5 in meno per ogni 100 che guadagna oltre il limite di 75.000 dollari annui.

Quindi una persona che guadagna 38.000 dollari all’anno deve pagare solo il 12 % di tasse e può ottenerne 1.200 in benefici previsti dal pacchetto coronavirus. Al contrario, le persone che hanno guadagnato 100.000 dollari e pagato il 24% delle tasse non riceveranno un solo centesimo. Queste persone hanno le stesse preoccupazioni finanziarie delle persone più povere e tuttavia gli viene negato qualsiasi sostegno finanziario perché fanno più soldi. L’unica buona notizia per loro è che l’amministrazione ha fatto ritardare il pagamento delle tasse nell’attuale periodo.

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/04/26/will-americas-bailout-program-be-misused-by-banks-and-corporations.html