Sentenza USA: reclusa spia comunista cinese

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Un cittadino cinese dalla California è stato condannato a quattro anni di carcere quale spia di Pechino. (Immagine: YouTube/Screenshot)

Un cittadino cinese dalla California è stato condannato a quattro anni di carcere per essere una spia di Pechino. Il detenuto, Edward Peng, 56 anni, lavorava come tour operator nella Baia di San Francisco.

«Questo caso ha rivelato uno dei modi in cui i funzionari dell’intelligence cinese lavorano per raccogliere informazioni riservate dagli Stati Uniti senza dover muovere un passo in questo paese… Questo caso non è che un esempio dei diversi sforzi del governo cinese» ha riferito John C. Demers, assistente procuratore generale per la Sicurezza Nazionale, come riportato dal South China Morning Post.

Peng, il cui nome cinese è Xuehua, giunse negli Stati Uniti nel 2001 come lavoratore legale non immigrante. Successivamente divenne residente permanente dopo aver sposato nel 2006 una cittadina americana.  

Durante un viaggio d’affari in Cina un funzionario del Ministero della Sicurezza dello Stato cinese (MSS) lo ha avvicinato. Gli ha chiesto di diventare spia al servizio degli interessi del regime comunista. Così, nel marzo del 2015, è stato addestrato nella gestione di dead drop (metodo di spionaggio utilizzato per passare gli elementi o le informazioni tra due individui utilizzando una località segreta). Il funzionario gli ha ordinato di identificare e prenotare alcune stanze d’albergo. Qui Peng avrebbe lasciato i soldi. Poi sarebbe uscito per alcune ore. Quando sarebbe tornato avrebbe recuperato i dispositivi di archiviazione digitale lasciati in cambio. Peng doveva poi trasportare questi dispositivi in ​​Cina e consegnarli al funzionario. Non vedeva mai chi lasciava i dispositivi di archiviazione nelle camere d’albergo.

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Un fermoimmagine dal filmato fornito dall’FBI sulle prove contro Xuehua Peng. (Immagine: YouTube / Screenshot )

L’FBI ha ripreso le sue attività, filmandolo segretamente mentre effettuava consegne e ritiri. Ha perfino intercettato le telefonate in cui conversava con i funzionari cinesi. Peng ha ricevuto circa 30.000 dollari per il suo lavoro di spia. La stessa cifra corrisponde alla multa che dovrà pagare, assieme al periodo di reclusione.

Hacking delle stampanti

La MSS e altre agenzie di intelligence cinesi rubano i dati dei documenti del governo degli Stati Uniti attraverso una varietà di mezzi. Uno tra tutti è l’hacking delle stampanti. Un recente rapporto dell’American Enterprise Institute ha rivelato che gli agenti cinesi si indirizzano a quelle per ufficio. Memorizzano infatti i documenti nei loro dischi rigidi interni.

Poiché la maggior parte delle persone di solito non dà importanza alla protezione delle proprie stampanti, gli hacker ne approfittano. Ottengono così l’accesso ai rapporti del governo locale o statale stampati.

«L’unica area che hanno (Cina) voluto sfruttare è quella statale… Perché riconoscono che i governi statali e locali non hanno lo stesso tipo di consapevolezza su questo problema, si occupano in gran parte di stato e problemi locali», ha detto il senatore Marco Rubio, come riportato da Business Insider.

Il senatore Marco Rubio ha commentato lo spionaggio cinese. (Immagine: wikimedia / CC0 1.0 )

Hacking durante un’epidemia virale

Mentre l’epidemia di coronavirus del PCC ha preoccupato le persone di tutto il mondo, gli hacker collegati al governo cinese hanno sfruttato l’opportunità per hackerare. Lo hanno fatto verso i computer delle Filippine, della Mongolia, del Vietnam e di Taiwan. Secondo la società di sicurezza informatica FireEye, essi inviano allegati e-mail contenenti informazioni sul coronavirus. I destinatari hanno aperto le e-mail e hanno finito per essere infettati dal malware.

Oltre agli hacker sostenuti dallo stato, anche altri gruppi indipendenti stanno prendendo parte ai tentativi di hacking. Gli obiettivi «hanno aumentato l’interesse per le notizie e gli sviluppi relativi al virus, rendendoli potenzialmente più sensibili all’ingegneria sociale che li induce a cliccare su collegamenti dannosi», hanno detto i ricercatori della società di cyberintelligence RiskIQ, come riportato dalla  MIT Technology Review.

Gli obiettivi hanno accresciuto l’interesse per le notizie e gli sviluppi relativi al virus, potenzialmente rendendoli più suscettibili all’ingegneria sociale che li inganna nel fare clic su link dannosi.

Nelle e-mail, gli hacker si sono identificati principalmente quali organizzazioni rispettabili come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e i Centri per la Prevenzione e Controllo delle Malattie (CDC). Alcune e-mail di phishing erano mirate a rubare le password delle vittime. 

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/04/26/us-sentences-chinese-communist-spy-to-4-year-jail-term.html

Tradotto da: Massimiliano Volpato