Storie dai requisiti per un buon studente (2): onorare i genitori con un buon carattere

La pietà filiale, che essenzialmente rappresenta il rispetto verso i genitori e gli anziani, rappresenta la pietra angolare della società tradizionale cinese.

L'imperatore Han Wendi (dinastia Han occidentale) assaggia la medicina a base di erbe per assicurarsi che non sia troppo calda prima di darla alla madre malata. (Immagine: tramite The Epoch Times)

“Requisiti per essere un bravo bambino e studente” (Di Zi Gui, 弟子 規) è un libro di testo cinese tradizionale per bambini che insegna la morale e i comportamenti corretti. Fu scritto da Li Yuxiu della Dinastia Qing, durante il regno dell’imperatore Kang Xi (1661-1722). In questa serie, presentiamo alcune antiche storie cinesi che esemplificano le preziose lezioni del Di Zi Gui. Il primo capitolo presenta il concetto cinese di xiao (孝), o dovere filiale verso i propri genitori.

La pietà filiale, che essenzialmente rappresenta il rispetto verso i genitori e gli anziani, rappresenta la pietra angolare della società tradizionale cinese. Nell’ultimo articolo abbiamo presentato questo concetto attraverso le storie di Min Ziqian, la cui tolleranza aveva cambiato il cuore della sua perfida matrigna, e Qi Jiguang, il cui ammonimento del padre quando era giovane gli permise di diventare un grande generale.

Un aspetto dell’essere filiale è quello di onorare i propri antenati. Gli antichi cinesi adoravano i loro antenati in un tempio speciale e dovevano seguire rigidi codici che regolavano il corretto rapporto tra i membri della famiglia più anziani e quelli più giovani. Ciò che era più cruciale era mantenere il proprio carattere e l’integrità morale.

Saper trarre insegnamento dai propri errori

Il Di Zi Gui recita: 

無心非 名為錯
有心非 名為惡

Un errore fatto per caso

Si chiama errore

Un errore fatto apposta

Si chiama male

過能改 歸於無
倘掩飾 增一辜

Gli errori possono essere corretti

E te stesso redento

Ma nascondere le tue azioni

Aggiunge un ulteriore crimine

Il famoso gigante della letteratura cinese, Zeng Gong, ebbe una stretta amicizia con Wang Anshi, primo ministro della Dinastia Song (960-1279). Un giorno l’imperatore Shenzong chiese a Zeng Gong: “Cosa ne pensi della personalità di Anshi?”.

Zeng Gong rispose: “La scrittura di Anshi è buona quanto quella di Yang Xiong durante la Dinastia Han. Tuttavia, poiché è avaro, non è bravo come Yang Xiong!”.

L’imperatore rispose: “Anshi non si preoccupa troppo della fama e del denaro, perché dici che è avaro?”.

Zeng Gong disse: “Quello che intendo per ‘avaro’ è che Anshi non è disposto a correggere i suoi errori anche se è aggressivo e ottiene dei risultati”. L’imperatore udì le sue parole e annuì mostrandosi d’accordo.

Wang Anshi divenne famoso per i suoi talenti e le sue conoscenze. Era tuttavia testardo e non amava ammettere i propri errori. Nella sua insistenza nel far rispettare una legislazione nuova e non testata, alla fine arrecò danno alla gente e nella storia venne ricordato in maniera negativa.

I grandi saggi della Cina non erano persone che non commettevano mai errori. Piuttosto li commettevano, ma si correggevano rapidamente. Spesso si esaminavano e si criticavano in maniera appropriata.

Wang Anshi, un politico affermato ma testardo della dinastia Song del Nord. (Immagine: scansione da 社会 历史博物馆 [Museum of Social History] / PD-Art)

Un imperatore assaggia la medicina di sua madre

Il Di Zi Gui afferma che dovremmo prenderci cura dei nostri genitori malati e occuparci di loro giorno e notte senza lasciare il loro capezzale. Quando saranno morti, dovremmo sempre ricordarli con gratitudine e sentirci tristi per non essere stati in grado di ripagarli adeguatamente per averci cresciuti. Dobbiamo commemorare gli anniversari con cerimonie commemorative fatte con la massima sincerità e servire i nostri genitori defunti come se fossero ancora vivi.

親有疾 藥先嘗
晝夜侍 不離床

Quando un genitore è malato

Assaggia per primo la sua medicina

Assistilo giorno e notte

Senza lasciare il suo capezzale

喪盡禮 祭盡誠
侍死者 如事生

Compi i riti funerari

Esegui le cerimonie con sincerità

Servi i morti

Come serviresti i vivi

Uno di questi esempi morali fu l’imperatore Wen della prima Dinastia Han, nota come Han occidentale.

Durante la Dinastia Han occidentale, dopo la morte del suo patriarca fondatore Liu Bang, il trono venne tramandato al figlio Liu Heng. Il suo nome postumo fu quello di Han Wen Di (漢 文帝), “Il dotto imperatore di Han”. Salito al potere fu rigoroso e giusto. Amava i cittadini, e cercò di spingerli e ispirarsi verso l’auto-miglioramento attraverso l’istruzione.

Allo stesso tempo l’imperatore Wen, nonostante dovette gestire la corte imperiale, non dimenticò la propria famiglia. La storia lo ricorda per la sua devozione verso la madre, il cui capezzale non lasciò mai mentre lei vi giaceva ammalata.

Per tre anni, dopo aver completato il suo lavoro amministrativo per quella giornata, Liu Heng abbandonò immediatamente le stanze del governo e si occupò dell’imperatrice vedova. Le stette accanto giorno e notte, senza mai lamentarsi o esprimere dispiacere per la fatica che altri avrebbero probabilmente delegato a un servitore.

La cura dell’imperatore era meticolosa nei minimi dettagli. Spesso si dimenticava di cambiarsi le vesti per lunghi periodi per paura di poter abbandonare la madre e provocarle disagi. Non appena i servi preparavano una dose di medicinale l’imperatore la testava per primo, per assicurarsi che non fosse troppo calda o poco efficace. Quando la madre era in grado di bere le somministrava personalmente la medicina con un cucchiaio.

Il regno dell’imperatore Wen fece parte dell’età dell’oro durata 40 anni nota come “Regola di Wen e Jing” (文景之治). Essa abbracciò il regno di due imperatori nel periodo tra il 180 e il 141 a.C. La moglie dell’imperatore Wen, l’imperatrice Dou, fu una devota sostenitrice del taoismo, che sottolineava l’importanza dell’ordine naturale. Grazie alla sua influenza sia suo marito che suo figlio, l’imperatore Jing di Han, seguirono politiche di regolamentazione leggere e cercarono di raggiungere l’ideale taoista di un sovrano che guida i sudditi senza che questi siano consapevoli di essere governati.

Per quanto riguarda l’imperatore Wen, la sua virtù personale venne elogiata tanto quanto il suo governo umano e paziente. La sua pietà filiale divenne un esempio da seguire per i futuri governanti e gli studenti di storia continuarono ad ammirare la sua condotta altruista.

Tradotto da: Andrea Murgia

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/05/18/stories-from-the-students-rules-2-honoring-parents-through-good-character.html