Trump firma ordine esecutivo su social : «Twitter fa attivismo politico»

trump durante una rally
Donald Trump, 45° Presidente degli Stati Uniti d'America. (Immagine: Wikimedia / CC0 1.0 )

L’Azienda di San Francisco ha censurato un messaggio del POTUS, accusandolo di violazione dei propri standard e di «esaltazione della violenza».

Tutto ciò ha provocato un’azione severa e decisa del Presidente Donald Trump, che ha firmato un ordine esecutivo sui social media, i quali non avranno più immunità legale contro eventuali cause per i contenuti delle loro piattaforme. Lo ha reso noto la Casa Bianca. Il presidente USA ha annunciato per giunta, che la sua amministrazione perseguirà una «legislazione ad hoc sui social».

Trump nel suo messaggio ha fatto riferimento ai disordini per l’uccisione dell’afroamericano George Floyd: «Non posso star qui a guardare quel che succede in una grande città americana, Minneapolis. Una totale mancanza di leadership. O il debolissimo sindaco di estrema sinistra Jacob Frey si dà una mossa, o manderò la Guardia Nazionale per fare il lavoro che serve».

Il Presidente ha detto di aspettarsi risposte legali al proprio provvedimento, tuttavia ha ipotizzato che il suo governo sarà in grado di affrontarle al meglio; ha poi attaccato l’azienda di San Francisco, accusando la società californiana di assumere «posizioni editoriali» e di fare «attivismo politico» quando interviene sui messaggi degli utenti.

Nella giornate seguenti, Trump ha twittato nuove accuse contro il social network, il più usato anche da lui per diffondere i suoi messaggi: «Twitter non sta facendo nulla su tutte le menzogne e la propaganda fatte circolare dalla Cina o dalla sinistra radicale del partito democratico. Hanno messo nel mirino i repubblicani, i conservatori e il presidente degli Stati Uniti. La sezione 230 deve essere revocata dal Congresso. Fino a quel momento, sarà regolamentato».

Per il presidente, il voto per corrispondenza favorirebbe brogli elettorali. «Chiunque bara di più vincerebbe». Trump ha poi equiparato i social a un monopolio esclusivo, accusando Twitter di interferire nelle elezioni presidenziali del 2020.