UE e Cina, Von der Leyen: «per l’intesa servono azioni sostanziose»

La presidente della Commissione ha definito un problema lo "statalismo" dell'economia cinese. Le istituzioni UE chiedono alla Cina delle azioni concrete nella direzione della reciprocità
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La presidente della Commissione UE, Ursula Von der Leyen. (Immagine: YouTube / Screenshot )

La presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ha chiesto delle azioni sostanziose alla Cina; delle prove che dimostrino l’esistenza di una cooperazione effettiva con l’Unione Europea, basata sulla fiducia, sull’intesa e sulla reciprocità.

Già nei mesi scorsi la presidente ha esortato in varie occasioni la Cina, invitandola a fare passi avanti nel nome della trasparenza, sostenendo che alle parole devono seguire delle azioni concrete: li ha definiti passi importanti e necessari per arrivare ad una intesa vera e propria.


«Continuiamo ad avere relazioni sbilanciate e barriere di mercato in Cina», ha sottolineato la Von der Leyen.
Il problema principale è lo «statalismo» nell’economia cinese, che crea disparità di condizioni con le imprese europee. «La Cina deve mostrare un livello di ambizione adeguato se vuole firmare accordi con l’Europa», ha continuato la presidente, «Ma alle parole devono seguire le azioni».

Questo potrebbe significare che alla UE è noto che nonostante gli annunci cinesi, la situazione sia rimasta fondamentalmente la stessa. I problemi che la UE si trova ad affrontare in materia di Cina non sono pochi.

A chi chiede se si riuscirà a chiudere l’intesa entro fine anno, ha risposto così: «Sull’accesso al mercato, ad esempio il servizio delle telecomunicazioni e computer, ci sono “restrizioni” che devono essere rimosse, e lo stesso vale per il settore dell’automotive, giusto per nominarne due.

Lo stesso vale per lo sviluppo sostenibile. Vogliamo vedere dei progressi. Allo stesso tempo la controparte cinese chiede anche a noi di fare dei passi. Ma come riportato, ora è il momento di dare prova che c’è un vero interesse di rafforzare e migliorare le cose».