Vaccini cinesi all’altezza della reputazione del “Made in China”

Uno studio in Perù ha rilevato che le iniezioni della Sinopharm, uno delle aziende produttrici di vaccini cinesi, hanno una percentuale di successo sorprendente bassa, che vanno dall'11 al 33%.
Vaccini cinesi all’altezza della reputazione del “Made in China”

Un recente articolo del Dajiyuan, la versione in lingua cinese di Epoch Times, ha rivelato che i cittadini cinesi a cui sono stati iniettati vaccini cinesi per il coronavirus SARS-CoV-2, virus che può causare la malattia da Coronavirus (COVID-19), stanno segnalando numerose reazioni avverse.

L’articolo segue la pubblicazione di documenti trapelati ricevuti da quella che è definita una «fonte attendibile».

Un documento intitolato «Statistical Table of Adverse Reactions of COVID-19 Vaccines» datato 8 aprile, è stato pubblicato da un centro sanitario comunitario nella provincia di Hebei. La tabella ha mostrato come diversi residenti, dopo aver subito l’iniezione di vaccini prodotti dalle imprese statali del Partito Comunista Cinese (PCC), abbiano segnalato diverse reazioni. Tra di esse febbre, eruzioni cutanee, difficoltà respiratorie, diarrea e mancanza di respiro.

Un altro documento datato 3 marzo dell’ufficio del gruppo dirigente municipale di Baoding per la risposta all’epidemia, descrive in dettaglio il caso di un residente. Il signore, nel dicembre del 2020, aveva ricevuto due iniezioni di un vaccino di marca cinese. A gennaio l’uomo si era recato in Germania e dopo il ritorno in Cina era stato arrestato e tenuto in quarantena. Sottoposto quindi a esami di routine del sangue, siero, TC, acido nucleico e anticorpi, secondo il documento.

Il suo anticorpo IgM nel test del siero del sangue è risultato positivo a ogni test. L’uomo è stato quindi tenuto in quarantena per 47 giorni.

«La politica dice che se qualcuno risulta positivo alle IgM deve essere messo in quarantena in un sito specializzato e solo quando tornerà negativo potrà essere rilasciato». Lo ha dichiarato a The Epoch Times un membro dello staff dell’ufficio per gli affari esteri del governo municipale di Baoding. Ha poi aggiunto: «Fondamentalmente abbiamo esperti che si consultano con lui una volta alla settimana e la conclusione di ogni consultazione è di proseguire la sua quarantena».

Il rilevamento degli anticorpi IgM in un test sierologico è un’indicazione del fatto che la persona ha contratto di recente la malattia. Ciò porta alla conclusione che l’uomo abbia sviluppato il COVID-19 dall’esposizione al coronavirus SARS-CoV-2, nonostante assumesse i vaccini prodotti dal PCC.

Il membro dello staff ha anche rivelato che alcuni esperti che hanno esaminato il caso dell’uomo avevano ammesso che il suo risultato positivo alle IgM poteva avere qualcosa a che fare con il vaccino che gli era stato somministrato. Si dice che alcune persone potrebbero risultare positive alle IgM fino a sei mesi dopo essere state vaccinate.

vaccini cinesi
Un ispettore viene fotografato accanto alla spedizione del vaccino Sinopharm in attesa di scarico all’aeroporto internazionale di Harare il 15 febbraio 2021 ad Harare, Zimbabwe. La popolazione della nazione africana è ormai stanca di accettare vaccini made in China importati dal suo governo allineato al PCC. (Immagine: Tafadzwa Ufumeli / Getty Images)

Un terzo documento, datato 6 aprile, intitolato «Avviso sull’ulteriore rafforzamento della gestione della sicurezza della vaccinazione da COVID-19», emesso nella provincia di Hebei, richiede alle autorità di intensificare il monitoraggio delle persone che hanno fatto registrare reazioni avverse al virus. Il documento ha incaricato i funzionari di indagare sui casi in cui la vaccinazione ha causato disabilità o morte e chiede loro di gestire adeguatamente il problema.

Il caso è scoppiato quando il direttore dei China Centers for Disease Control, Gao Fu, ha ammesso durante una conferenza che i vaccini cinesi non hanno tassi di protezione molto elevati. Ha aggiunto inoltre che potrebbe essere necessaria una terza dose affinché l’efficacia nel Paese divenga considerabile.

Gao ha suggerito che la Cina dovrebbe iniziare a esaminare «diversi vaccini di diverse linee tecniche per il processo di immunizzazione».

«Tutti dovrebbero considerare i benefici che i vaccini a mRNA possono portare all’umanità», ha dichiarato Gao. Le varianti vaccinali cinesi più comuni sono i classici vaccini con virus inattivati. Mentre i vaccini nuovissimi, creati dalle Big Pharma occidentali, sono altamente sperimentali e non testati, con RNA messaggero e vaccini vettoriali adenovirus.

Dopo che le sue dichiarazioni hanno attirato l’attenzione dei media, Gao ha fatto marcia indietro sulle sue opinioni, sostenendo che fossero state interpretate male.

Il vaccino cinese COVID-19 più utilizzato nel paese è il Sinovac. In uno studio condotto in Brasile ha fatto registrare un magro tasso di efficacia di appena il 50,4%. Uno studio in Perù ha rilevato che le iniezioni del concorrente Sinopharm hanno una percentuale di successo sorprendente bassa, che vanno dall’11 al 33%.

A seguito delle dichiarazioni di Gao una società farmaceutica cinese, la Fosun Pharma, ha presentato istanza di approvazione per la distribuzione del vaccino Pfizer nel Paese.

Se approvato, Pfizer sarà il primo vaccino prodotto all’estero ad essere utilizzato in Cina. L’agente di propaganda del PCC Global Times ha affermato che i vaccini Pfizer vengono acquistati per gli stranieri che vivono in Cina che sono preoccupati che le loro nazioni d’origine non li riconoscano come realmente vaccinati, se dovessero scegliere un vaccino made in China.

Effetti collaterali e fiducia

È stato documentato che i vaccini made in China presentano numerosi effetti collaterali. L’iniezione di Sinopharm, ad esempio, ha dimostrato di avere 73 possibili effetti collaterali. A gennaio Tao Lina, esperto di vaccini con sede a Shanghai, ha caricato un documento sul suo account Weibo dove dettagliava le reazioni registrate. Tra esse c’erano: dolore alla parte del corpo sottoposta all’iniezione, ipertensione, mal di testa, mestruazioni ritardate, perdita della vista, incontinenza urinaria, perdita del gusto e così via.

Lina ha definito il vaccino Sinopharm «il vaccino più pericoloso al mondo». Dopo il suo post, i censori di Internet del PCC hanno cancellato il suo account Weibo.

Stanno ora cominciando a sorgere a livello internazionale dubbi sull’efficacia del prodotto cinese. Al presidente pakistano Arif Alvi e al primo ministro Imran Khan, a cui è stato somministrato Sinopharm a marzo, è stato poi diagnosticato il COVID-19. Il Pakistan è anche firmatario di vari accordi della Belt and Road Initiative con il PCC, sottoscritti sotto il governo di Khan.

Il Sinopharm viene prodotto dall’Istituto di prodotti biologici di Wuhan che nel 2018 è stato accusato di aver fornito oltre 400.000 dosi di vaccini per i bambini di qualità non sufficiente a raggiungere lo standard.

Esportazione di vaccini cinesi

Pechino ha recentemente annunciato che i suoi produttori aumenteranno la capacità di produzione al fine di esportare miliardi di vaccini in nazioni di tutto il mondo attraverso la sua campagna diplomatica sui vaccini.

Un articolo pubblicato su People’s Daily, portavoce del Partito, ha suggerito che l’Europa dovrebbe prendere in considerazione l’utilizzo dei vaccini cinesi come «alternativa affidabile». Ma proprio mentre Pechino sta spingendo per l’accettazione dei suoi vaccini, molte nazioni stanno ora mostrando grande esitazione.

«In Zimbabwe la barriera rappresentata dall’esitazione è particolarmente forte. Il sondaggio del mese scorso su 561 persone condotto dalla Zimbabwe Christian Alliance ha mostrato che il 75% non era disposto a farsi vaccinare. La fonte dei suoi rifornimenti, la Cina, impedisce a molti di sottoporsi alla cura. Il Partito al potere, per tutti i 41 anni dall’indipendenza, ha avuto stretti rapporti con Pechino sin dalla guerra di liberazione negli anni ’70. Il sentimento anti-cinese è cresciuto di pari passo con l’antipatia nei confronti del governo», si legge in un articolo di The StraitsTimes.

Tradotto da: Andrea Murgia

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2021/04/26/chinese-vaccines-living-up-to-made-in-china-reputation.html