Virus del PCC buona scusa, aumenta sorveglianza cinese

COVID-19 OTTIMA SCUSA, AUMENTA SORVEGLIANZA CINESE

Il coronavirus del PCC ha fornito alla Cina la scusa per ampliare le sue reti di sorveglianza.(Immagine: pixabay / CC0 1.0)

La Cina possiede uno dei sistemi di sorveglianza più estesi al mondo. È dotato infatti di milioni di telecamere a circuito chiuso sparse in tutto il paese e sistemi IA per l’analisi dei cittadini. Lo scoppio del coronavirus del PCC ha fornito al Partito comunista cinese una scusa per rafforzarlo.

Sorveglianza cinese

Maya Wang è un ricercatore cinese da molti anni per Human Rights Watch. Crede che il coronavirus del PCC espanderà le capacità di sorveglianza di Pechino come successe con le olimpiadi del 2008 e l’Expo di Shangai del 2010. Il fenomeno lo chiama “Mission Creep”. Questo perché una volta che i sistemi di sorveglianza saranno attivi, tanto più riusciranno a ricavare denaro ed ampliare il controllo sulle persone, tanto più le aziende e il governo vorranno espanderne l’uso.

Da quando il governo ha annunciato le restrizioni per il coronavirus, i cittadini cinesi si son visti costretti a sopportare un controllo ancora maggiore.
“Per entrare in un palazzo o nel posto di lavoro serve scansionare un codice QR, scrivere il nome e il numero della carta d’identità, la temperatura e la cronologia dei viaggi recenti. Gli operatori di telecomunicazioni tengono traccia dei movimenti delle persone mentre le piattaforme di social media come WeChat e Weibo hanno hotline a cui le persone segnalano altri possibili malati. Alcune città offrono ricompense alle persone per l’informazione sui vicini infetti”, secondo The Guardian.

La Cina utilizza i codici QR AliPay per monitorare la salute. (Immagine: pixabay / CC0)

Le aziende cinesi hanno lanciato una tecnologia di riconoscimento facciale in grado di identificare le persone che non indossano maschere o con temperature elevate. Nello specifico, sono state introdotte app che avvisano le persone di essere vicine a chi è stato infettato dal coronavirus. A Hangzhou ad esempio, l’amministrazione ha lanciato una funzionalità tramite AliPay che valuta il rischio di infezione di un utente. Rispondendo a domande sull’attuale stato di salute e gli spostamenti effettuati, essa genera un codice QR basato sui dati raccolti. Quando la persona entra in luoghi residenziali, stabilimenti aziendali, ecc., le guardie eseguono sul posto la scansione del codice per ottenere i dati sanitari. Questo per valutare se può accedere o deve essere messa in quarantena.

“Sono piuttosto pessimista sul fatto che il sistema di raccolta dati, una volta che sarà implementato per diversi mesi con la giustificazione della salute pubblica, possa essere ripristinato alla situazione precedente. Credo che gran parte della raccolta continuerà e le paure verso la salute alimenteranno il sostegno pubblico”, ha dichiarato a Fortune John Bacon-Shone, decano associato di sociologia presso l’Università di Hong Kong.

Rischi globali sulla privacy

La tendenza ad inasprire la sorveglianza e il rischio di ledere la privacy non riguardano la sola Cina. Perfino i paesi occidentali rischiano di percorrere questa via. In Australia ad esempio, il ministro della sanità ha criticato pubblicamente un medico perché mostrava i sintomi dell’infezione mentre i pazienti erano in cura. Tuttavia, in questo modo ha rivelato il suo nome al pubblico.

La Russia sta usando il riconoscimento facciale per garantire che le persone a cui è stato chiesto rimangano a casa. (Immagine: pixabay / CC0 1.0)

Chris Gilliard, studioso indipendente di privacy a Detroit, ha detto al New York Times: “Questo potrebbe estendersi a chiunque, al fine di rendere noto a migliaia o potenzialmente milioni di persone lo stato della tua salute … È una cosa molto strana da fare perché, nel presunto interesse della salute pubblica, stai effettivamente mettendo in pericolo le persone”.

In Russia, il governo utilizza il riconoscimento facciale per garantire che le persone a cui è stato chiesto rimangano a casa o che i loro hotel seguano le istruzioni. Negli Stati Uniti invece, le autorità hanno monitorato i registri di viaggio Uber di un utente sospettato di essere stato infettato dal coronavirus del PCC. Lo hanno rintracciato fino in Messico.

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/04/02/ccp-coronavirus-has-given-china-excuse-for-widening-surveillance-network.html