Vulcani dell’Australia: rivelato il segreto

Il materiale del fondale marino della placca del Pacifico a est viene letteralmente spinto sotto la placca australiana.
resti di vulcani
La costa orientale dell'Australia è disseminata dei resti di centinaia di vulcani. (Immagine: tramite pixabay CC0 1.0)

Perché ci sono state così tante eruzioni dall’era dei dinosauri? I geoscienziati dell’Università di Sydney possono ora fornire una chiara ragione! La costa orientale dell’Australia è infatti disseminata di vulcani, dal North Queensland alla Tasmania.

La costa orientale dell’Australia è disseminata dei resti di centinaia di vulcani – il più recente risale a poche migliaia di anni fa. Gli scienziati si sono trovati dunque a dover spiegare perché si sono verificate così tante eruzioni negli ultimi 80 milioni di anni. Ora, i geo scienziati dell’Università di Sydney hanno scoperto perché parte di un continente stabile come l’Australia è un tale focolaio di attività vulcanica.

Australia
I loro resti possono assomigliare a colline regolari o strutture notevoli come la Cradle Mountain in Tasmania, Organ Pipes a Victoria, Undara Lava nel Queensland e Sawn Rocks, vicino a Narrabri, nel NSW. Molte sono ancora da identificare. (Immagine: tramite pixabay / CC0 1.0)

E i risultati suggeriscono che in futuro potrebbero esserci eruzioni più numerose. Il dottor Ben Mather, della Scuola di Geoscienze e del gruppo EarthByte dell’Università di Sydney, ha detto:

«Non siamo sul famoso Anello di Fuoco del Pacifico che produce così tanti vulcani e terremoti. Quindi, avevamo bisogno di un’altra spiegazione del perché ci sono stati così tanti vulcani sulla costa orientale dell’Australia».

Molti dei vulcani che si formano in Australia sono eventi unici, ha detto, aggiungendo:

«Piuttosto che enormi esplosioni come il Krakatoa o il Vesuvio, o vulcani iconici come il Monte Fuji, l’effetto delle eruzioni è più simile alle bolle che emergono mentre si cuociono le frittelle».

I loro resti possono assomigliare a colline regolari. Oppure a strutture notevoli come la Cradle Mountain in Tasmania, l’Organ Pipes a Victoria, l’Undara Lava nel Queensland e Sawn Rocks, vicino a Narrabri, nel NSW. Molte sono ancora da identificare, ha detto il dottor Mather.

Cosa avviene sotto i vulcani dell’Australia?

Mather ha spiegato: «Sotto la nostra costa orientale troviamo una speciale miscela volatile di roccia fusa che ribolle in superficie attraverso la crosta australiana più recente e sottile della costa orientale».

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science Advances. Il Dottor Mather e il suo team hanno esaminato come centinaia di eruzioni si sono verificate lungo la costa orientale, dal North Queensland alla Tasmania. Fino al continente in gran parte sommerso della Zelanda.

Sotto la nostra costa orientale, troviamo una speciale miscela volatile di roccia fusa che bolle in superficie attraverso la crosta australiana più recente e sottile della costa orientale. (Immagine: tramite pixabay / CC0 1.0)

Erano particolarmente interessati ai «recenti» picchi di attività vulcanica di 20 milioni e 2 milioni di anni fa. La coautrice Dott. ssa Maria Seton, della Scuola di Geoscienze e del gruppo EarthByte, ha detto:

«La maggior parte di queste eruzioni non sono causate dalla placca tettonica australiana che si muove su pennacchi caldi nel mantello sotto la crosta terrestre. Al contrario, c’è uno svolgimento dell’attività abbastanza consistente, con alcuni picchi notevoli».

Ciò che li ha informati è stato il verificarsi di questi picchi nello stesso momento in cui la placca del Pacifico ha spinto da est un volume maggiore di materiale del fondo marino sotto il continente. Ha detto Mather:

«I picchi di attività vulcanica sono ben collegati con la quantità di materiale di fondo marino che viene riciclato nella trincea Tonga-Kermadec a est della Nuova Zelanda».

Basandosi su questa prova, il Dottor Mather e il suo team hanno costruito un nuovo modello che unifica le rilevazioni di così numerose eruzioni avvenute nel corso di milioni di anni lungo la costa orientale dell’Australia. Mather ha detto:

«L’evento più recente è stato a Mount Gambier, a Victoria, solo qualche migliaio di anni fa».

Anche se il modello spiega la consistente attività dei vulcani, non può prevedere quando emergerà il prossimo vulcano.

Come accade

Il fondale marino della placca del Pacifico a est viene spinto sotto la placca australiana. Questo processo è chiamato subduzione. Il materiale viene letteralmente spinto sotto la piattaforma continentale australiana, a partire dalla Fossa Tonga-Kermadec a est e a nord della Nuova Zelanda. Mather ha detto:

«Da lì viene sbattuto nella zona di transizione tra la crosta e il magma a profondità di circa 400-500 chilometri. Questo materiale sta quindi riemergendo sotto forma di una serie di eruzioni vulcaniche lungo la costa orientale dell’Australia, la quale è più sottile e più giovane del centro e dell’ovest del continente».

Questo processo di suddivisione non è unico per la costa orientale australiana. Mather ha spiegato:

«Ciò che contraddistingue la regione dell’Australia orientale dalla Zelanda è che il fondo marino spinto sotto il continente dal Pacifico occidentale è altamente concentrato di materiali idrografici e rocce ricche di carbonio. Questo crea una zona di transizione proprio sotto la costa orientale dell’Australia che si arricchisce di materiali volatili».

La nuova interpretazione migliora rispetto ai modelli precedenti che hanno suggerito che i vulcani di Victoria fossero dovuti a vortici convettivi nel mantello a causa della vicinanza al margine di uscita della placca tettonica o a modelli che si basavano sul passaggio della placca su punti caldi nel mantello. Mather ha detto:

«Nessuno dei due ci ha dato il quadro completo. Ma il nostro nuovo metodo può spiegare il disegno vulcanico che avviene su e giù lungo la costa orientale australiana».

Il dottor Mather ha detto che questo schema può servire a descrivere anche altre regioni vulcaniche intraplanari negli Stati Uniti occidentali, nella Cina orientale e nei dintorni delle Bermuda. Il coautore, il professor Dietmar Müller, coordinatore congiunto del gruppo EarthByte nella Scuola di Geoscienze, ha detto:

«Ora dobbiamo applicare questa ricerca ad altri angoli della Terra per aiutarci a capire come si sono verificati altri esempi di vulcanismo enigmatico».

Fornito da: University of Sydney  [Nota: I materiali possono essere modificati per contenuto e lunghezza.]

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://visiontimes.com/2020/12/27/secret-of-australias-volcanoes-revealed.html