Yeo Dickson: agente cinese illegale in America

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Yeo Jun Wei Dickson ha passato informazioni sensibili ai servizi segreti cinesi, compreso un rapporto sulle implicazioni della vendita di jet F-35 da parte degli Stati Uniti al Giappone. (Immagine: via pixabay / CC0 1.0)

Un cittadino di Singapore si è recentemente dichiarato colpevole. L’accusa è di aver operato illegalmente come agente straniero negli Stati Uniti. Yeo Jun Wei Dickson, un ex studente dell’Università Nazionale di Singapore (NUS), sembra abbia agito per conto dell’intelligence cinese nel raccogliere informazioni sensibili sul governo e i militari americani.

Reclutamento e spionaggio


Nel 2015, mentre era studente del NUS, Dickson si è recato a Pechino per tenere una presentazione sulla situazione politica del Sudest asiatico. Dopo l’evento, il ragazzo è stato avvicinato da alcune persone. Si sono rappresentate come membri di think tank con sede in Cina. Gli hanno chiesto di fornire informazioni relative alla politica, all’economia e alle relazioni diplomatiche. Quello che volevano erano «informazioni non pubbliche» o pettegolezzi e voci. In cambio del suo servizio, a Dickson è stata offerta una bella somma di denaro.

«Yeo è arrivato a capire che almeno quattro di questi individui erano agenti dell’intelligence per il governo della Repubblica Popolare Cinese. Uno degli agenti dell’intelligence ha poi chiesto a Yeo di firmare un contratto con l’Esercito di Liberazione del Popolo della Repubblica Popolare Cinese (PLA). Yeo ha rifiutato di firmare il contratto, ma ha continuato a lavorare per questo e per altri agenti dei servizi segreti cinesi», affermava una dichiarazione firmata, come riportato da Channel News Asia.

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Dickson si è dichiarato colpevole di aver agito come agente illegale dell’intelligence cinese negli Stati Uniti. (Immagine: Screenshot / YouTube)

Falsa società di consulenza

Inizialmente, Dickson ha ricevuto l’incarico di riferire sulla situazione nel Sud-Est asiatico. Tuttavia, presto si è focalizzato sugli Stati Uniti. Nel 2015, Dickson è riuscito a coinvolgere un cittadino americano che lavora con l’aeronautica militare degli Stati Uniti. La richiesta è che fornisse informazioni sulle implicazioni geopolitiche dell’acquisto di jet F-35 dagli Stati Uniti da parte del Giappone. Nel 2018, Dickson ha creato una falsa società di consulenza e ha pubblicato annunci di lavoro sui siti web dei social media, tra cui LinkedIn. Ha ricevuto 400 e più curriculum. Oltre il 90% di essi provenivano da persone con autorizzazioni di sicurezza nei dipartimenti militari e governativi degli Stati Uniti.

Tra il 2018 e il 2019, Dickson ha contattato un uomo che lavorava per il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Ha ricevuto così un rapporto su un membro del governo degli Stati Uniti in servizio. Ha anche assunto un ufficiale dell’esercito che è stato assegnato al Pentagono. In questo modo ha raccolto informazioni su come il ritiro delle forze americane dall’Afghanistan avrebbe avuto un impatto sulla Cina. Per pagare i suoi contatti americani, Dickson ha usato una carta di credito. Gli è stata fornita dall’intelligence cinese. L’uomo ha contattato i suoi agenti tramite WeChat. Gli fu ordinato inoltre di non contattare mai gli agenti cinesi mentre si trovava negli Stati Uniti. Il motivo era di evitare di essere intercettato.

Arresto e condanna


Durante la sua visita negli Stati Uniti nel novembre dello scorso anno, Dickson è stato arrestato dalle forze dell’ordine quando è atterrato all’aeroporto. A luglio, si è presentato in tribunale e si è dichiarato colpevole di aver agito come agente illegale per la Repubblica Popolare Cinese. Tale cosa è vietata ai sensi del titolo 18 del Codice degli Stati Uniti, sezione 951. La sua condanna è prevista per il 9 ottobre 2020.

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Durante la sua visita negli Stati Uniti nel novembre dello scorso anno, Dickson è stato arrestato quando è atterrato all’aeroporto. (Immagine: tramite pixabay CC0 1.0)

Alan E. Kohler Jr., vicedirettore della divisione di controspionaggio dell’FBI, ha avvertito che l’arresto di Dickinson è un promemoria di quanto la Cina sia implacabile nel perseguire la tecnologia e le informazioni politiche americane. Nel frattempo, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha cercato di evitare la questione. Ha accusato gli Stati Uniti di condurre una campagna diffamatoria contro la Cina. Egli ha sostenuto che le forze dell’ordine americane stavano intenzionalmente creando paranoia sullo spionaggio cinese. Bilahari Kausikan, un diplomatico in pensione di Singapore, si è scagliato contro Dickson. Lo ha definito uno sciocco e un traditore. Ha dichiarato infatti che le sue azioni potrebbero far sì che tutti i singaporiani siano guardati con sospetto.

Tradotto da: Monica Padoan

Articolo in inglese: https://www.visiontimes.com/2020/08/12/the-singaporean-who-worked-as-a-chinese-spy-in-america.html